Facebook: meno clickbaiting e più condivisioni

Sono molte le novità in casa Facebook. Innanzitutto il social network ha aggiornato il suo algoritmo, modificando nuovamente il sistema di visualizzazione dei post sul news feed di ogni utente.

In particolare Facebook  è intervenuto sui post che contengono link esterni per contrastare il fenomeno del clickbaiting. Si tratta della prassi, diffusa soprattutto tra i siti di informazione, di pubblicare link con titoli esasperati o ingannevoli per attirare i lettori sul proprio sito. Facebook ha deciso, pertanto, di valorizzare i contenuti di qualità e, per farlo, ha introdotto un nuovo criterio di valutazione delle notizie.

Come spiega Vincenzo Cosenza sul suo blog, fino a pochi giorni fa venivano utilizzati due parametri per giudicare se una storia era valida o meno:

– il calcolo  del tempo di permanenza dell’utente sulla notizia esposta nel news feed, anche senza aprirla.

–  il tempo intercorrente tra il click al link esterno e il ritorno dell’utente all’homepage di Facebook. Un valore troppo basso avrebbe indicato un tentativo di click baiting (non rispondenza tra titolo e contenuto) o uno scarso interesse per quella notizia.

La novità  è che verrà preso in considerazione un ulteriore parametro:

– il tempo di lettura o di visione. In pratica per ogni link esterno Facebook calcolerà il tempo trascorso a leggerlo o a visualizzarlo, nel browser nativo o come Instant Article, al netto dei secondi di caricamento. Inoltre tale tempo non sarà calcolato in assoluto, altrimenti verrebbero privilegiati i pezzi lunghi, ma rispetto a determinate soglie.

L’obiettivo è di cercare di inferire l’interesse generato dal contenuto al di là delle interazioni che esso ha stimolato.

L’algoritmo di Facebook premierà, inoltre, anche la diversità dei post, evitando che vengano visualizzati prevalentemente i post pubblicati dalla stessa fonte.

Ma non è tutto. Oltre all’algoritmo, il team di Mark Zuckerberg ha messo mano anche alla produzione di contenuti, introducendo nuovi strumenti per la condivisione di informazioni personali. Un report pubblicato dal sito di tecnologia The Information ha, infatti, rivelato un calo del 21% delle condivisioni di foto o testi originali da parte dei circa 1,6 milardi di utenti registrati su Facebook. In poche parole il social network, dopo anni di continui successi, ha segnato una battuta d’arresto, lasciando terreno prezioso alle piattaforme più giovani come snapchat. Zuckerberg e compagni sono, quindi, corsi ai ripari, premiando i contenuti video, le foto e, da ultimo, estendendo la funzione Facebook live (il servizio di diretta streaming) a tutti gli utenti, anche quelli non verificati.

Alla convention annuale F8, che si è tenuta lo scorso 12 aprile, l’ AD di Facebook ha annunciato anche altre novità:

Facebook profile kit.Questa funzione permette di personalizzare il proprio profilo utente, sostituendo la foto con dei video provenienti da Instragram o Vine. In questo modo Facebook incentiva la condivisione di contenuti personali e cerca di rispondere al concorrente Snapchat, che ha il suo core business proprio nella personalizzazione di immagini e video.

Accadde oggi. Tramite questa funzione Facebook invita gli utenti a ricondividere un post scritto nel passato o a scrivere un contenuto in occasione di una particolare ricorrenza, come la festa della mamma. In questo modo il social network tenta di aumentare la condivisione di informazioni personali, contrastando l’inerzia degli utenti.

Ma perchè il colosso dei social network è così sensibile al calo delle condivisioni? La risposta è abbastanza semplice: le informazioni degli utenti rappresentano il carburante principale di Facebook, in quanto attraggono e orientano il mercato della pubblicità. Se, però, la condivisione di informazioni nuove e personali dovesse diminuire, la macchina potrebbe iniziare a rallentare, facendo crollare la quotazione in borsa del numero uno dei social network.

 

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